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   pessimismo cosmico riveduto e corretto

 



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venerdì, 09 maggio 2008
 

santa.tetta

appena nato, il falcotto aveva guance da putto michelangiolesco.il convivente racconta che lui ed i miei, sbalordirono di fronte a tanta rosea ciccia, chiedendosi come mai potessi aver contenuto un neonato così grassoccio.sarà perchè stava tanto bene in pancia, da esserci rimasto due settimane più del previsto, fatto stà, che il falcotto si era incicciottato parecchio. avevo già deciso che lo avrei allattato: negli ultimi mesi di gravidanza, mi venivano fuori le famigerate goccine di colostro, che macchiavano di giallino i rinforzatissimi reggiseni premaman . ne ero fiera; era un buon segno, la santa tetta si preparava volenterosa all'erogazione di sano latte materno. dubbi non ne avevo. appena nato, il falcotto, per quanto ci provasse, non riusciva ad attaccarsi al seno.o forse ero io che, per quanto ci provassi, non riuscivo a farlo attaccare.e poi faceva un male boia, i capezzoli si spaccarono subito, di colostro non ne usciva granchè, o comunque non abbastanza, e il piccolino piangeva forte. "ha fame!", dicevano le infermiere, "gli diamo l'aggiunta, non vede che ha fame!". qualcuna tentò manovre più o meno violente, acchiappando con furia la tetta, reticente alla montata lattea, spingendo a forza il capezzolo nella boccuccia disperata del falcotto. piangeva il falcotto per l'impossibilità, piangevo io per la frustrazione e per le ragadi. la ferita del cesareo faceva male , non riuscivo a tenere mio figlio tra le braccia come avrei voluto, rifiutavo gli antidolorifici in flebo, perchè io dovevo allattare, perchè io volevo allattare. ogni tanto le infermiere portavano via il falcotto urlante, a quel punto, sicuramente affamato, e lo riportavano quieto:- "ha bevuto 50 ml di latte artificiale, signora!il calo fisiologico ormai è troppo consistente.gli stiamo dando la giunta ...non si preoccupi, crescono bene lo stesso!".quando ci dimisero, delle guance michelangiolesche  non c'era più ombra.eppure la salvezza arrivò proprio col ritorno a casa.il dolore e la frustrazione, gestiti privatamente, si mutarono in cocciutaggine. chiamai a rapporto tutte le amiche, le zie, la suocera. "insegnatemi!" imploravo. la suocera tuonava: "insisti, devi soffrire, è così che funziona, anche io, sai, per tutti  i miei figli, sapessi quanto ho penato!". le zie dicevano: "mah, chissà, per noi è stato più facile, meno drammatico,  poi  è passato tanto di quel tempo...". le amiche che non avevano mai iniziato suggerivano: "smetti di soffrire, tanto non serve, la montata non verrà più. ". le amiche che avevano allattato insistevano: "non mollare, vedrai, devi avere pazienza.e forza.".  consultavo freneticamente i siti sull'argomento(e i blog, grazie m@w, grazie my ). poi, dopo quasi una settimana, finalmente, la svolta. una telefonata ad una consulente della lega del latte , che suggerì di affittare un tiralatte elettrico, in farmacia, per favorire la montata, che altrimenti mai sarebbe arrivata, visto che il piccolo non si attaccava.  infine, una cara amica , che venne in visita col suo incantevole bambino di due anni,allattato al seno. ci rimboccammo le maniche (virtualmente, perchè era agosto, e si moriva dal caldo), ci chiudemmo in camera , io, lei ed il falcotto urlante.e mi spiegò.il falcotto succhiò e succhiò.la montata lattea, piano piano, si fece consistente.era fatta. ha fatto male ancora a lungo.sbagliavamo ancora qualcosa, io e il mio bambino, ma togliemmo di mezzo il biberon, e dopo un paio di mesi sembrava che non avessimo fatto altro tutta la vita, tanto che il falcotto pretendeva la santa tetta ogni due ore.e poi ci sono stati gli ingorghi, e la dieta forzata(niente caffè, latticini, pomodori, kiwi, peperoncino, sennò erano colichette sicure e notti bianche). anche smettere non è stato facile: soprattutto la tetta destra non ne voleva sapere di interrompere l'erogazione,  e son stati dolori pure lì. il falcotto, invece, suo malgrado, ha accettato la cosa, anzi, in quest'ultimo periodo, sembrava non amare più la santa tetta come un tempo, all'occorrenza la mordeva con i suoi due denti di sotto e la mollava ancora mezza piena. allattare è stato difficile.allattare è stato bellissimo. spiegare perchè, è puro sfoggio retorico. mi piace credere che il sorrisone estatico che il falcotto direziona alle mie tette, quando gli capitano a tiro, è di grata intesa. ho smesso perchè dovevo, e va bene così.sono contenta.pure il falcotto, è chiaro, ha apprezzato. lo sapevo che sarebbe venuto fuori un post fiume,che mi sarei sarei fatta un pianto, ora che è finita: la santa tetta non eroga più.

postato da fiammetta73 | 22:29 | commenti (6)


domenica, 04 maggio 2008
 

il primo maggio ci siamo decisi a fare una gita fuori porta,ospiti di amici che non vedevamo da troppo tempo.per tutto il viaggio, il falcotto ha dormito sodo, dando chiaramente ad intendere che non avrebbe chiuso più occhio per l'intera giornata, se non sulla via del ritorno, in tarda serata. appena arrivati a casa dell'amica ospitante, abbiamo compiuto le operazioni di carico scarico del falcotto passegginomunito e del suo corredo vario (sacca con le copertine per giocare a terra, palletta,biberon, attrezzatura pro pappa, ecc.ecc.), accompagnati dal coretto ironico degli amici in questione, affacciati in gran pompa,per l'occasione,  al balcone  ("su dàì, in fondo non siete cambiati ,siete praticamente uguali!certo uno in più, però, c'è!", "ma dov'è che l'avete preso quel bambino lì?" "finiti i tempi in cui si viaggiava leggeri, eh?"). l'amica ospitante, non si sa se per rappresaglia,o se per meglio valorizzare la nostra ineluttabile metamorfosi in Genitori, ha invitato amici, vicini e lontani, tutti rigorosamente senza prole. era presente un'umanità varia, tenera e molto precaria: l'amico artista gay, in esilio volontario a roma per esigenze affettive, la coppia di amici conviventi, in esilio volontario a milano per esigenze lavorative, la coppia di amici onnipresenti in ogni frangente esistenziale della mia amica storica e del di lei marito. il falcotto si è comportato benone: ha fatto quattro cacche radioattive, ha sbafato con gusto quello che gli abbiamo proposto, è stato palleggiato e complimentato un pò da tutti, ha strappato parecchi capelli alle ragazze distratte da afflato materno, tirato giù gli occhiali agli uomini, tentato di arraffare, quando a portata di tavola, tazzine piene di caffè bollente, piatti del servizio buono e coltelli, non ha dormito niente per nove ore filate.è stato strano. ritrovarsi con persone la cui vita non è cambiata ai livelli in cui si è rovesciata la mia, strano dover incassare le domandine di rito del tipo ; "ma allora, adesso, la tua vita è questa qui?!"(punta di malinconica partecipazione), "e ti senti mamma?"(punta di incredulità), "certo che mi parevi una da depressione post partum!"(punta di velenosa acredine).è stato strano sentirmi rispondere, pacata, che sì, la mia vita è questa qui, niente lampedusa in dammuso e istanbul last minute,come qualche estate fa, ma solo finchè il falcotto non cresce un pò, che poi ne faremo un piccolo viaggiatore scaltro, e no, non mi sento mamma,o sì, non so, mi fa ancora strano pure a me, e no, che depressione vuoi avere, non c'è tempo, anzi, sarà colpa dell'ormone della gravidanza prima e della lattazione poi, ma io non sono mai stata più tranquilla di così, il mondo mi pare un posto niente male da far conoscere, con le sue giornate di vento, gli alberi e noè il gatto a casa dei nonni, e insomma, va bene così. certo, mi sarebbe piaciuto restare a sentire i commenti incisivi dei senza prole,una volta usciti di scena noi.e magari commentare pure io; mi sarebbe piaciuto guardarmi vivere, da esterna a ruoli e aspettative.invece,  col falcotto al limite, per non aver dormito per tante ore filate,  ( che pure ha trovato residue forze per  fare il suo bravo giro di ciao con la manozza a michetta), ci siamo ricaricati l'ambaradam in auto e siamo tornati al nido."è andata bene, eh?" è stato il commento del convivente, il più gradito.

postato da fiammetta73 | 00:49 | commenti (8)


domenica, 27 aprile 2008
 

asana l'ora di yoga settimanale è essenziale per dare un'aggiustata alle ossa ed alla schiena, messe a dura prova da otto mesi e passa di falcotto. ogni tanto, però, il maestro zen mi dà buca, proponendo la Lezione Alternativa, col risultato che me ne torno a casa con la schiena a pezzi come prima e un vago senso di scazzo universale, molto poco zen, immensamente distante dall'appagamento yoga. La Lezione Alternativa consiste in questo; non si passa l'ora a perfezionare le asana salva ossa, ma si Comunica, con gli occhi e con il corpo, interagendo con gli altri del gruppo. questo vuol dire fare il giro di tutti, posare una mano sulla loro spalla, e, guardandoli fisso fisso negli occhi, dire loro cosa si pensa in quell'istante, investendoli di energia positiva. a parte il fatto che non tutti ti piacciono da impazzire, e non sarebbe carino dire alla signora che ti guarda in cagnesco da mesi (chissà perchè, poi) , che nei sui confronti provi, prevalentemente,fastidio, fors'anche indifferenza, e sarebbe controproducente dichiarare amore appassionato al maestro zen, tanto più che, si sa, la sorte dei maestri è tutta nel loro apparire carismatici, stavolta la Lezione Alternaiva prevedeva il massaggio shiatzu fatto in coppia; il maestro, per non farla proprio sporca(di giovani  silfidi occhioazzurrate ce n'erano almeno un paio), si è scelto come compagna di massaggio,a scopo dimostrativo, l'Unica Signora Bella, alla sottoscritta è capitato L'unico Uomo Presente Quella Sera a Lezione.nonostante i reiterati inviti zen del maestro  (il vostro corpo   è un tempio, Le vostre mani veicolano energia sacra, Siate consapevoli del Qui ed Ora"), non sono riuscita ad elevarmi al di sopra del fatto che uno sconosciuto compagno di corso mi stesse percorrendo palmo a palmo, dalle dita dei piedi alla radice dei capelli, anzi, più mi impastava, più prendevo coscienza dei miei chili post gravidanza, strategicamente disposti in zona lombo sacrale. quando si lavora in coppia,alla fine della pratica , si ringrazia il proprio compagno, il mio, confermando il senso di imperante disagio, ha risposto al mio compito (e imbarazzato, và!) "grazie", con un poco spirituale "a disposizione!".

postato da fiammetta73 | 20:22 | commenti (1)


domenica, 20 aprile 2008
 

e fu così che il falcotto venne operato. portato in ospedale di buon mattino, affidato alle braccia dell'infermiera ( "me lo dia, signora. ma è buono, non piange neanche un pò..."), mentre animalescamente, con due zampate, avrei voluto portarmelo via, fuggendo dalla prima  finestra utile; portato in sala operatoria con sul faccino l'interrogativo esplicito "ma chi è questa infermiera qui? e perchè la mia mamma mi ci ha lasciato ?" .di verde vestita (speravo di essere presente, invece no, per entrare in reparto chirurgia ti addobbano così, in automatico ), dopo aver fatto ciao con la mano tremante al mega professore che faceva capolino ("non si preoccupi ,sigora, è una sciocchezza..."), è incominciato il calvario: dietro la porta chiusa, si è levato il pianto disperato del falcotto, ormai consapevole dei mala tempora. ora so, che una delle controindicazioni della maternità ,oltre ad andare in giro per mesi come una naufraga spettinata, non sempre lucidissima, causa notti spezzate continuativamente, è questo lacerante senso di impotenza, questo cortocircuito cardiaco e mentale, quando il tuo bambino è in pericolo. il pianto si è affievolito subito, per effetto dell'anestesia (blanda, breve, giusto per consentire al mega professore di affondare un sondino in ciascun dotto lacrimale, per sbloccarlo), di rimando, però, ho incominciato io atremare e a mandar giù i singhiozzi che mi scuotevano, coi respiri a metà, con la testa svuotata e le orecchie tese. è durato poco, ma è durato un'eternità. quando me l'hanno restituito, il falcotto era un mucchietto angelicato e sedato tra le braccia della stessa infermiera dell'andata, gli occhietti chiusi, orlati di sangue, il broncio offeso di chi, pure nel sonno, pensa "ma vedi 'sti stronzi.ma chi me lo doveva dire, oggi!". col cuore  oppresso da mostruose paure ("svegliati, falcotto, svegliati! sono io, sono qui..."), l'ho raccolto tra le braccia come in tutte le cristologiche raffigurazioni della Pietà. tempo due minuti, e il falcotto strillava tutto il suo sdegno e la sua paura, aggrappandosi al mio collo, ma con gli occhi ben chiusi, a negarmi lo sguardo. "adesso ce ne andiamo, bambino. è tutto fatto, è tutto finito". cantare la ninna nanna che gli canto da otto mesi, per convincerlo a tornare fiducioso, tranquillo, è stata una fatica d'ercole, perchè la voce mi si spezzava dalla pena. poi, per quanto incazzato, il falcotto è tornato se stesso, ha smesso di piangere, ha voluto che gli consegnassi, per consolazione, tutto il materiale paramedico (sicuramente radioattivo, quantomeno non più sterile) presente nella stanzetta post operatoria.certo, ogni tanto si ricordava dell'affronto subito, e riattaccava disperato, tanto che , a un certo punto, ci hanno mandato via, visto che angosciavamo tutti i degenti che ancora dovevano passare dalle mani d'oro del mega professore, che mi ha liquidato dicendo "l'ostruzione c'era, abbastanza seria.speriamo non recidivi", mi sono sentita rispondere un cortese: "speriamo di no,certo", non riporto per pudore i commenti mentali, censurati dietro una così garbata considerazione. a quel punto era fatta, non a caso, è ricomparso il convivente, scomparso nei meandri dell'accettazione fin dal nostro arrivo in ospedale. il falcotto, appena l'ha visto, ha ricominciato a piangere, dando a intendere, pur senza parole, "adesso torni! sapessi cosa mi hanno fatto!". il commento del convivente è stato il seguente:- "dài, era proprio una cazzata, hai visto?! il falcotto non ha sofferto per niente. e tu fai sempre troppe storie!".

postato da fiammetta73 | 10:55 | commenti (10)


martedì, 15 aprile 2008
 

 

Povera patria


Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare.

Battiato

mai lunedì fu più dolente di questo. povero, povero falcotto, destino crudele passare questi primi cinque anni di vita sotto il regime oscurantista del volgarissimo caimano...

postato da fiammetta73 | 10:17 | commenti (5)


domenica, 13 aprile 2008
 

irriverente, divertente, tenero.unica controindicazione del film:ho pianto a fontana da quando lei ha le contrazioni a quando viene fuori il pargolo incazzato e grigino di viscere e sangue.ormoni? esperienza ancora troppo presente? strada a senso unico della maternità avviata?

postato da fiammetta73 | 12:00 | commenti


giovedì, 10 aprile 2008
 

dopo mesi  di concentrato borbottio a base di goio-goigo-goio, il falcotto si è evoluto proferendo il bisillabo BAHBAH (nelle varianti mahbàh, bahpàh). il convivente è straconvinto che il falcotto inneggi a lui (papà!), una cara amica, che c'è passata già due volte, coi suoi due picccoli, sostiene che il primo serio tentativo di parola è attinente alla pappa e a nient'altro,e  suggerisce di lasciar credere al convivente quel che vuole, così da mollar...affidarglielo più spesso.io credo che il bahbàh, rientri in ordinari esercizi di lallazione, e che , per il momento, voglia significare tutto (e niente). in ogni caso, il convivente, oggi, prima di andare a lavoro, si è accomiatato dal falcotto babbahnte con queste precise concilianti parole:-"va bene, va bene...adesso puoi anche incominciare a dire così: mam-mah".

postato da fiammetta73 | 11:09 | commenti (6)


martedì, 08 aprile 2008
 

devo devo devo togliere la santa tetta al falcotto. l'estate si avvicina, la cura che stò rimandando,incompatibile con l'allattamento, va fatta con largo anticipo sull'estate, se aspetto ancora un pò, saranno guai. il fatto è che non c'è nulla di più rassicurante (per me,forse più ancora che per lui) che somministrare la tetta in ogni dove e alla bisogna. i due pranzetti li abbiamo introdotti da qualche settimana, il piccolo ne è entusiasta e sbafa tutto volentieri, ma la comodità, la naturalità, il morso dolcemente spedito con cui abbocca alla tetta, mi sono entrati sotto pelle, rimando,e non decido.però devo. una delle cose più difficili è preparargli il biberon di LA, pur avendo una quarta misura traboccante latte pronto all'uso. "se continui ad attaccarlo,il latte si riproduce, diminuisci le poppate, sostituendole."mi ha suggerito un'amica che ha appena smesso. "ma sì, signora, va benissimo così, l'ha allattato otto mesi.si faccia prescrivere la pillolina per far andare via il latte,e non ci pensi più!", ha superficialmente concluso il pediatra anzianotto (stà a vedere che dovrò cambiare pure questo qui...). io la pillolina non la voglio: sono ormoni e non vedo perchè dovrei introdurre ormoni a deviare un processo naturale, che naturalmente dovrebbe ridimensionarsi. solo che, seguendo il mio istinto, svezzerò il falcotto a ridosso del suo inserimento alla scuola materna, tra un paio d'anni."ma di una mamma che non stà bene, che se ne fa, il falcotto! - ha sottilmente consigliato la piu  saggia delle mie amiche...

postato da fiammetta73 | 16:31 | commenti (7)


domenica, 06 aprile 2008
 

accetto l'invito di b., ex compagna di banco del liceo, che ha due piccolini di due e quattro anni. ci siamo perse da tanto di quel tempo, che non la vedo da quando partorì il grande;andai a farle visita in ospedale e l'idea di un figlio mio non mi sfiorava minimanente, tuttalpiù mi immalinconiva l'evidenza del mio rifiuto della cosa. il marito di b. lavora fuori, torna nei fine settimana, e solo allora si occupa dei figli. appena fatto il mio ingresso a casa di b., vengo presa d'assalto dai suoi bambini, che, sfrenati dalla novità della visita, tentano di smontare il passeggino del falcotto, mentre il poverino ci stà ancora seduto sopra; presi da violento attacco di gelosia, procedono  all'annientamento del sudetto falcotto, non appena mi distraggo minimamente dal fargli attenta guardia. con b. iniziamo mille discorsi, ma non ne concludiamo nessuno, veniamo interrotte dal piccolo di due anni che tenta di marchiare a sangue il falcotto con un mattoncino lego, dal grande di quattro che lo terrorizza  urlandogli nell'orecchio, dal grande che tenta una manovra di soffocamento del piccolo in un momento in cui io e il falcotto tiriamo un sospiro di sollievo data la distrazione generale, dal piccolo che si strozza con un biscotto, ma viene prontamente rovesciato a testa in giù e indotto a vomitare nel lavello della cucina. la visita dura un'oretta; il falcotto guarda sbalordito i due baccanti in erba, acchiappa  minuscoli pezzi di giochini  sparsi sul tavolo e tenta di mandarne giù qualcuno, poi all'ennesima bravata, non si sa se del grande o del piccolo dei baccanti,  attacca ad urlare disperato rendendo noto agli astanti che smetterà solo quando portato in salvo, fuori da lì. colgo al volo l'occasione e vado via di corsa. b. si giustifica debolmente: il piccolo è geloso, il grande è troppo vivace. non posso fare a meno di pensare che questi sono i guasti del non aver polso coi figli, in aggiunta ad una figura paterna latitante. il falcotto appena fuori si acquieta, accetta di buon grado le mie scuse e la promessa solenne di evitare i figli di b. per i prossimi venti anni, infine si addormenta, sfinito dagli eventi. per la legge del contrappasso dantesco: sono sette ore sette che il falcotto, in preda a deliri non meglio identificati, sfinisce la sottoscritta frignando, dimenandosi, rifiutandosi di dormire. la domanda sorge spontanea: l'esito di quali guasti stò già scontando?

postato da fiammetta73 | 23:34 | commenti (3)


mercoledì, 02 aprile 2008
 

ci perderei ore ore,se avessi modo...

postato da fiammetta73 | 22:11 | commenti




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